Sei qui: Home XVI Retina International Aspetti genetici delle distrofie retiniche associate al cromosoma X

Prof. Alfredo Ciccodicola

Instituto di Genetica e Biofisica

“Adriano Buzzati-Traverso”, CNR

Napoli, Italia

La Retinite pigmentosa (RP) è caratterizzata da una distrofia progressiva della retina che presenta alterato adattamento al buio, progressivi difetti del campo visivo, e la retinopatia pigmentaria. La RP associata al cromosoma X (XLRP) costituisce il 6-20% di tutti I casi di RP e rappresenta una delle forme più gravi di degenerazione per la retina umana. Sono stati mappati geneticamente almeno sei loci responsabili di XLRP: RP2, RP3, RP6, RP23, RP24 e RP34. Il locus RP3 è responsabile per il 70-90% dei casi di XLRP, Il gene RPGR (RP-GTPase regulator) nel locus RP3 è mutato nel 20% di tutti i pazienti RP. RPGR mostra un complesso splicing alternativo, anche se la maggior parte delle mutazioni che causano la malattia sono limitati a un trascritto singolo abbondante (RPGR-ORF15), costituito dal dominio RCC1 e un nuovo dominio proteico di funzione sconosciuta.

Mutazioni nel trascritto RPGR-ORF15 sono stati descritte in diverse altre distrofie retiniche, tra cui la distrofia dei coni e bastoncelli, la distrofia dei coni, la degenerazione maculare atrofica, la RP con discinesia ciliare primaria, sordità e infezioni sinorespiratorie. Mutazioni di RPGR -ORF15 sono state identificate anche in due modelli canini di atrofia della retina. Negli ultimi anni, nuove mutazioni e un’isoforma alternativa di RPGR sono state descritte. Sino a oggi, un totale di 293 mutazioni nel gene RPGR sono state identificate, il 55% di queste sono localizzate nel dominio codificato dall’esone ORF15.

Inoltre, RP2 localizzato in Xp11.3 è il secondo gene principale coinvolto nel fenotipo XLRP. Finora, le mutazioni nel gene RP2 sono stati identificate in un altro 10-20% dei pazienti XLRP, come previsto dagli studi di linkage.

Negli ultimi anni il mio laboratorio è stato coinvolto nel definire lo spettro di mutazioni dei geni RPGR e RP2, nei pazienti affetti dalla forma XLRP. Lo scopo principale del nostro lavoro è la ricerca della correlazione tra le alterazioni molecolari nei geni XLRP, e la gravità della malattia, alla base dei specifici segni clinici. L'analisi di correlazione è un importante strumento per acquisire nuove conoscenze sull'eziologia della degenerazione retinica, per ottenere una migliore diagnosi clinica dei pazienti e per individuare nuovi approcci terapeutici.