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Cecilia Scassa

La DMS è la principale causa di cecità legale nei paesi industrializzati nella popolazione con età superiore ai 60 anni e rappresenta l’area su cui si concentra la maggior parte degli interventi riabilitativi.

La DMS raramente causa una cecità assoluta nei pazienti affetti  ma è, comunque, responsabile di una grave limitazione funzionale per la presenza di un deficit visivo severo e di uno scotoma centrale.

Abbiamo a disposizione un’ampia scelta di ausili ottici che consentono la lettura e lo svolgimento di altre attività della vita quotidiana, tuttavia  insufficienti se non coadiuvati da un programma riabilitativo adeguato.

Esistono varie strategie riabilitative che devono in ogni caso essere personalizzate per ciascun paziente, valutando con attenzione i vantaggi e gli svantaggi dei sistemi ingrandenti utilizzati e le necessità dei singoli individui.

Solo testando  direttamente le proprie capacità e i  propri limiti, i pazienti  possono diventarne pienamente consapevoli.

Vengono discusse  le differenze nella visione normale e nella ipovisione evidenziando il ruolo della microperimetria nel definire lo scotoma centrale, la nuova area di fissazione (PRL) ed il ruolo del biofeedback nel selezionare la sede di fissazione prima e dopo la sua stabilizzazione (TRL).

L’esatta conoscenza del proprio  scotoma e della PRL rappresenta, infatti, un punto cruciale nella riabilitazione.

Per evitare lo scotoma il paziente dovrà utilizzare al meglio la nuova sede di fissazione (PRL).

Il percorso riabilitativo ha come obiettivo quello di insegnare a sfruttare la funzione visiva residua permettendo così di ridurre le conseguenze della patologia  sulla qualità della vita del paziente (handicap).