Comitato A., De Marzo A., Aruta C., Rossi A., Della Valle F., Sanges D., Marigo V.
Dipartimento di Scienze Biomediche, Università di Modena e Reggio Emilia, Modena, Italia
La Retinite pigmentosa (RP) è una malattia genetica degenerativa che causa cecità nella vita adulta. Più di 30 geni sono stati correlati a questa malattia ereditaria. Benché una tale eterogeneità genetica nella RP sembrerebbe rappresentare un ostacolo insormontabile nello sviluppo di terapie, approcci indipendenti dalle mutazioni devono essere sviluppati per interferire con meccanismi molecolari attivati durante il processo degenerativo. Sebbene la patologia presenti caratteristiche genetiche complesse, l’apoptosi è una caratteristica comune nella RP e questo apre la possibilità di interferire con questa via di morte cellulare per bloccare il processo degenerativo. Noi abbiamo caratterizzato fattori apoptotici dal mitocondrio e dal reticolo endoplasmatico che sono attivati nel modello murino rd1. Abbiamo ora evidenze che vie apoptotiche simili sono coinvolte anche nei modelli con mutazioni in Rodopsina. Le vie apoptotiche sono attivate dalle calpaine che rappresentano risposte comuni nei fotorecettori in degenerazione. Al fine di condurre studi molecolari abbiamo sviluppato un sistema in vitro mediante l’utilizzo di cellule staminali retiniche. Abbiamo generato vari reagenti per interferire con la cascata apoptotica. Abbassando l’espressione del fattore mitocondriale e del fattore legato al reticolo endoplasmatico possiamo bloccare l’apoptosi in questi modelli di RP. Infine, abbiamo sviluppato metodologie per interferire con l’attività delle calpaine e presenteremo effetti di questi reagenti sia in vitro sia in vivo. La possibilità di usare l’apoptosi come bersaglio terapeutico è complessa. Tuttavia, la comprensione a livello molecolare dei fattori attivati durante la degenerazione e l’identificazione di attivatori comuni sono i primi passi verso questi risultati. L’efficacia di molecole interferenti con i fattori attivati durante la cascata apoptotica apre nuove prospettive per lo sviluppo di approcci terapeutici al fine di recuperare il fotorecettori destinati morire nella RP.


