CCW Klaver
Dept. Ophthalmology, Dept. Epidemiology, Erasmus Medical Center, Rotterdam, the Netherlands
Al momento presente, il trattamento accettato per la Degenerazione Maculare essdativa consiste in inezioni intravitreali di anti VEGF. Entrambi gli anticorpi noti, il ranizumab e il bevacizumab, vengono impiegati in tutto il mondo. Dal momento che non è stato ancora stabilito quale dei due farmaci sia il migliore, vari trias clinici sono stati intrapresi in tutto il mondo per paragonare l’uno all’altro i due trattamenti anti-VEGF. I primi risultati di questi trials randomizzati dovrebbero essere resi noti quest’anno.
La visione prevalente della patogenesi della Degenerazione Maculare è quella di una disfunzione immunitaria con overattivazione del complemento. Vari geni del sistema del complemento sono strettamente associati alla la Degenerazione Maculare e i soggetti che esprimono particolari varianti di rischio di questi geni mostrano anche aumentati livelli sistemici di attivazione del complemento. Il risultato di un sistema immunitario che risulta in tal modo attivato in modo cronico è una risposta infiammatoria locale nella retina, che ha come conseguenza la morte cellulare (come nella degenerazione secca) o l’innesco di una risposta protettiva (come nella degenerazione essudativa). Questa nuova visione della patogenesi della degenerazione maculare ha creato nuovi potenziali di trattamento farmacogenetico. Numerose compagnie stanno sviluppando trattamenti sia genetici che farmacologici diretti al complemento con lo scopo di ridurne l’attivazione. Alcuni trias hanno come target il C3, la convertasi del C3, la proteolisi di C3B, il C1, l’assemblaggio del complesso alla membrana, oppure mimano il Fattore H del complemento. Molti trials includono soggetti con atrofia geografica (degenerazione secca) e paragonano la progressione della patologia in individui sottoposti al trattamento e non. I primi risultati sembrano promettenti.
Una terza linea di potenziale trattamento che viene percorsa prevede l’impiego di antiossidanti. L’assunzione di antiossidanti per lunghi periodi rallenta la progressione della degenerazione maculare. Si va delineando l’evidenza che l’effetto degli antiossidanti vari in funzione della costituzione genetica. Sono in corso trias per saggiare gli effetti dello zinco su soggetti ad alto rischio genetico.


