Sei qui: Home XVI Retina International Sopravvivenza delle cellule dell'epitelio pigmento retinico in caso di neovascolarizzazione della coroide (CNV)

E' noto che il trattamento della neovascolarizzazione della coroide  (CNV) negli stadi avanzati di degenerazione maculare senile (DMS) porta a risultati deludenti. Se l'obiettivo è quello di distruggere i nuovi vasi mantenendo integro  il complesso epitelio pigmentato retinico-fotorecettori,  non sorprende che i trattamentoi fisici usati finora abbiamo dato risultati modesti, stante la  loro stretta vicinanza anatomica. Negli ultimi anni sono stati messi a punto nuovi trattamenti  della neovascolarizzazione  della coroide basati sulle conoscenza della patogenesi della malattia. Oggi sappiamo che la neovascolarizzazione della coroide  è causata da uno sbilancio nei fattori di crescita derivanti dalla membrana plasmatica basolaterale o a volte apicale delle cellule dell'epitelio pigmentato  retinico. (RPE). Ciò ha portato ad istituire un trattamento che riduca i livelli di fattore di crescita che stimola la formazione di nuovi vasi. Trattamenti a base di sostanze anti fattore di crescita dei vasi (anti-VEGF) sono stati molto più efficaci dei vecchi trattamenti nella terapia della CNV. Il successo del  trattamento  con anti-VEGF dipende però sia dalla efficacia nel bloccare la formazione di nuovi vasi e sia  dalla integrità fisica  degli strati  interni della retina al momento dell'inizio del trattamento.

Abbiamo studiato due gruppi di pazienti con CNV  che riferivano una   recente insorgenza della  sintomatologia clinica  valutandoli all'inizio dello studio con uno scanning laser conofocale . L' autofluorescenza dimostrava che nella maggior parte dei soggetti l'epitelio,pigmentato retinico era fisicamente integro e che nè la durata della sintomatologia, nè l'acuità visiva  correlavano con  l'integrità dell'epitelio pigmentato retinico (Vedi tabella)

Conclusioni.  I pazienti con insorgenza recente di DMS essudativa dimostrano  una autofluorescenza dell' epitelio pigmento retinico  che rimane ben conservata  per periodi prolungati nel tempo e  il dato non correla nè con la acuità visiva, nè con la durata della sintomatologia. Nè una acuità visiva ridotta  nè il protrarsi nel tempo della sintomatologia  indicano la perdita di integrità dell'EPR.  La valutazione della integrità dell' EPR con lo scanning laser conofocale  nei pazienti con DMS è utile nel valutare la probabilità di successo di un trattamento. La valutazione della autofluorescenza dovrebbe essere inserita negli esami da eseguire nei pazienti che entrano in sperimentazioni cliniche di trattamenti  per la DMS e dovrebbe anche entrare a far parte della valutazione clinica di routine in  tutti  I  pazienti con CNV.

Tabella

Tipo di CNV

Classic            minimally       occult              P:Fisher exact

classic

Intact                         27 (40%)          8 (15%)        19 (35%)            0.794

Not intact                   13 (52%)          2 (8%)          10 (40%)

Dimensioi , visus  e durata dei  sintomi in mesi : mediana  (range)

Intact              Not intact       P: Rank-sum test

Dim.les.  mm2 7.0(1.1-21.6)       11.7 (3.5-23.3)       0.0116

AV logmar                0.54 (0-1.8)     0.78 (0.3-1.8)         0.0002

Sintomi                      4 (0.5-20)        6 (1-18)                  0.0491

 

References

 

1. Dandekar SS, Jenkins SA, Peto T, Bunce C,  Halfyard A, Scholl HPN, Fitzke FW,  Webster AR, Bird AC. An analysis of autoflorescence of choroidal neovascularization due to age-related macular disease. Arch  Ophthalmol 2005;123:1507-13.

2. Vaclavik V, Vujosevic S, Dandekar SS, Bunce C, Peto T, Bird AC. Autofluorescence  imaging in age-related macular degeneration complicated by choroidal neovascularization A Prospective Study. Ophthalmology - 2008;115:342-6