E' noto che il trattamento della neovascolarizzazione della coroide (CNV) negli stadi avanzati di degenerazione maculare senile (DMS) porta a risultati deludenti. Se l'obiettivo è quello di distruggere i nuovi vasi mantenendo integro il complesso epitelio pigmentato retinico-fotorecettori, non sorprende che i trattamentoi fisici usati finora abbiamo dato risultati modesti, stante la loro stretta vicinanza anatomica. Negli ultimi anni sono stati messi a punto nuovi trattamenti della neovascolarizzazione della coroide basati sulle conoscenza della patogenesi della malattia. Oggi sappiamo che la neovascolarizzazione della coroide è causata da uno sbilancio nei fattori di crescita derivanti dalla membrana plasmatica basolaterale o a volte apicale delle cellule dell'epitelio pigmentato retinico. (RPE). Ciò ha portato ad istituire un trattamento che riduca i livelli di fattore di crescita che stimola la formazione di nuovi vasi. Trattamenti a base di sostanze anti fattore di crescita dei vasi (anti-VEGF) sono stati molto più efficaci dei vecchi trattamenti nella terapia della CNV. Il successo del trattamento con anti-VEGF dipende però sia dalla efficacia nel bloccare la formazione di nuovi vasi e sia dalla integrità fisica degli strati interni della retina al momento dell'inizio del trattamento.
Abbiamo studiato due gruppi di pazienti con CNV che riferivano una recente insorgenza della sintomatologia clinica valutandoli all'inizio dello studio con uno scanning laser conofocale . L' autofluorescenza dimostrava che nella maggior parte dei soggetti l'epitelio,pigmentato retinico era fisicamente integro e che nè la durata della sintomatologia, nè l'acuità visiva correlavano con l'integrità dell'epitelio pigmentato retinico (Vedi tabella)
Conclusioni. I pazienti con insorgenza recente di DMS essudativa dimostrano una autofluorescenza dell' epitelio pigmento retinico che rimane ben conservata per periodi prolungati nel tempo e il dato non correla nè con la acuità visiva, nè con la durata della sintomatologia. Nè una acuità visiva ridotta nè il protrarsi nel tempo della sintomatologia indicano la perdita di integrità dell'EPR. La valutazione della integrità dell' EPR con lo scanning laser conofocale nei pazienti con DMS è utile nel valutare la probabilità di successo di un trattamento. La valutazione della autofluorescenza dovrebbe essere inserita negli esami da eseguire nei pazienti che entrano in sperimentazioni cliniche di trattamenti per la DMS e dovrebbe anche entrare a far parte della valutazione clinica di routine in tutti I pazienti con CNV.
Tabella
Tipo di CNV
Classic minimally occult P:Fisher exact
classic
Intact 27 (40%) 8 (15%) 19 (35%) 0.794
Not intact 13 (52%) 2 (8%) 10 (40%)
Dimensioi , visus e durata dei sintomi in mesi : mediana (range)
Intact Not intact P: Rank-sum test
Dim.les. mm2 7.0(1.1-21.6) 11.7 (3.5-23.3) 0.0116
AV logmar 0.54 (0-1.8) 0.78 (0.3-1.8) 0.0002
Sintomi 4 (0.5-20) 6 (1-18) 0.0491
References
1. Dandekar SS, Jenkins SA, Peto T, Bunce C, Halfyard A, Scholl HPN, Fitzke FW, Webster AR, Bird AC. An analysis of autoflorescence of choroidal neovascularization due to age-related macular disease. Arch Ophthalmol 2005;123:1507-13.
2. Vaclavik V, Vujosevic S, Dandekar SS, Bunce C, Peto T, Bird AC. Autofluorescence imaging in age-related macular degeneration complicated by choroidal neovascularization A Prospective Study. Ophthalmology - 2008;115:342-6


