Sei qui: Home XVI Retina International Anomalie visive e sonno: esiste una connessione

Christian Cajochen, Department of Chronobiology, Psychiatric University Clinic, University of Basel, Basel, Switzerland

Il nostro ritmo sonno-veglia è controllato dall’orologio circadiano, che ha ritmicità all’incirca giornaliera. Questo orologio interno è situato 2-3 cm posteriormente alla radice del naso in una regione del cervello grande quanto una capocchia di spillo che comprende all’incirca 10.000 cellule nervose. Cellule sensoriali specializzate della retina (quelle che contengono il fotopigmento melanopsina) hanno accesso diretto a questo orologio interno e permettono la  trasmissione al resto dell’organismo di informazioni che riguardano il tempo esterno (il ciclo luce-bui. La sincronizzazione dell’orologio interno con il ciclo luce buio esterno che ha luogo nelle 24 ore è di importanza fondamentale. In assenza di tale sincronizzazione, come spesso accade nelle persone con anomalie della funzione visiva, ma anche nei lavoratori turnisti e nelle persone colpite da jet-lag,  si possono creare gravi disturbi del ritmo sonno-veglia. I sintomi di tali disturbi comprendono difficoltà nella fase di addormentamento e/o di mantenimento dello stato di veglia, che, a loro volta, causano sonnolenza nelle ore diurne, mancanza di concentrazione e problemi della memoria. Pertanto, è molto importante che i soggetti con malattie visive, per quanto è possibile, si espongano alla luce a determinate ore del giorno, in particolare al mattino e alla sera, per ottenere informazioni sufficienti per il controllo circadiano del loro ritmo sonno-veglia. Oltre alla giusta cadenza temporale dell’esposizione alla luce, devono essere anche presi in considerazione la sua intensità e lunghezza d’onda, al fine di ottenere effetti ottimali sul ritmo. L’effetto della luce sull’orologio circadiano può quindi essere paragonato a quello di un farmaco che deve avere la formulazione giusta e deve essere assunto in determinati orari. Se la luce da sola non è sufficiente, si può ricorrere all’ormone melatonina, che è stato usato con successo come agente cronobiotico (ossia capace di influenzare i parametri di un ritmo biologico) in pazienti umani ciechi che presentavano problemi del sonno. Come per la luce, dosi e tempi di assunzione della melatonina devono essere messi a punto in modo attento per ogni soggetto.

In sintesi, si può concludere che accanto al ruolo primario della luce per la visione, ne esistono altri molto importanti: la funzione principale non visiva della luce è la regolazione del ritmo circadiano nelle attività comportamentali e cognitive del sonno e della veglia.