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Dal Comitato Scientifico di Retina Italia onlus
Una ricerca italiana in pubblicazione sulla rivista PNAS riporta i risultati si un trattamento farmacologico che utilizza una molecola (chiamata Myriocin) che inibisce la morte cellulare agendo su una catena biochimica ben studiata in varie altre condizioni patologiche ma mai nella Retinite Pigmentosa. Questa catena porta alla sintesi dello sfingolipide ceramide si snoda in numerosi passaggi che culminano nella morte cellulare. Dato che ognuno di questi è un potenziale (e finora inesplorato) bersaglio farmacologico per la Retinite Pigmentosa, questo studio "pilota" apre nuove prospettive di trattamento per tale patologia.
Un altro risultato importante della ricerca riguarda la via di somministrazione del farmaco, basata sull'impiego di nanoparticelle lipidiche, qui usate in forma di collirio, una modalità decisamente meno invasiva delle iniezioni intraoculari solitamente in uso per il trattamento di varie patologie oculari.
Alcuni scienziati finanziati dall'UE sono riusciti a risvegliare coni visivi inattivi, un traguardo che potrebbe aiutare a salvare milioni di persone dal diventare ciechi. I coni inattivi, che normalmente rimangono nell'occhio anche dopo che è sopravvenuta la cecità, sono stati riattivati con successo da un team internazionale di scienziati sotto la guida dell'Istituto Friedrich Miescher in Svizzera e dell'Institut de la vision in Francia. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Science.
Lo studio è stato in parte finanziato da due progetti dell'UE: RETICIRC ("Circuit specific approaches to retinal diseases"), finanziato con 2,25 milioni di euro nell'ambito del tema "Salute" del Settimo programma quadro (7° PQ) e NEURAL CIRCUIT ("Combining genetic, physiological and viral tracing methods to understand the structure and function of neural circuits"), sovvenzionato con un Contributo di eccellenza Marie Curie nell'ambito del Sesto programma quadro (6° PQ).
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